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lunedì 22 giugno 2015

CASA, LAVORO, CIBO: nel lodigiano il valore sociale si rigenera così





Finanziato con le risorse del Bando Welfare in Azione 2014, a Lodi sta partendo un interessante progetto contro l’impoverimento delle famiglie



Dopo le esperienze di Lecco, Sondrio, Milano e Magenta vi raccontiamo come a Lodi, grazie alle risorse del Bando Welfare in azione 2014 di Fondazione Cariplo, sia stato avviato un interessate progetto di welfare comunitario orientato a sostenere le famiglie in difficoltà. L’iniziativa “Rigenerare valore sociale nel lodigiano”, promossa dal Comune di Lodi in partnership con decine di altre organizzazioni del territorio, si sviluppa su 62 Comuni della provincia lodigiana e si rivolge a un bacino potenziale di 233.097 persone.


Assistenza e sviluppo: gli obiettivi del progetto


L’obiettivo dell’iniziativa è contrastare il progressivo impoverimento dei nuclei familiari del territorio sperimentando nuovi modelli d’intervento che si sviluppino seguendo una logica multidimensionale attenta a tre aspetti considerati determinanti per la vita delle famiglie: abitazione, lavoro e accesso a beni di prima necessità.

In poche parole, l’idea è quella di integrare gli interventi pubblici, privati e del terzo settore attivando reti, protocolli per condivisione di responsabilità, risorse e informazioni, costituendo in tal senso organismi di governance che tengano insieme tutti gli attori che a diverso titolo offrono servizi alle famiglie. Tali interventi, non mirano solo a fornire servizi assistenziali, ma si prefiggono di ri-generare legami sociali che con gli anni si sono indeboliti, riattivando le comunità locali per rispondere alle necessità emergenti al proprio interno.

In sostanza si tratta di affrontare il tema dell’impoverimento delle famiglie non solo fornendo assistenza materiale, ma puntando a un progressivo sviluppo delle relazioni sociali che negli ultimi decenni, per diverse ragioni, sono andate sfaldandosi. Una strada certo non semplice, attraverso la quale si vuole tuttavia innovare la gestione delle problematiche e, più in generale, cambiare l’approccio metodologico e culturale dell’intervento sociale a contrasto della povertà.


Le azioni principali


Il progetto, come detto, si articola su tre dimensioni principali attraverso le quali aumentare il protagonismo delle comunità locali a sostegno delle famiglie. Tali azioni toccano le problematiche che, a giudizio dei promotori del progetto, risultano più impellenti per le famiglie in difficoltà del territorio lodigiano: casa, lavoro e cibo. Su queste dimensioni sono state quindi pensate alcune azioni ri-generative di ampio respiro.

Ri-abitare le case
Sul territorio lodigiano il problema abitativo negli anni della crisi si è fatto sempre più consistente. Nel primo trimestre del 2013 l’ALER ha registrato un tasso di morosità per mancati pagamenti degli affitti pari al 36%, in netto aumento rispetto al 25% dell’anno precedente. Nel solo 2012 nella provincia di Lodi sono stati inoltre eseguiti 536 provvedimenti di sfratto a causa della persistente morosità degli inquilini. Il progetto si propone di affrontare tale situazione:

• sostenendo le famiglie che faticano a presentare garanzie, attraverso l’istituzione di fondi a rotazione, così da congelare i procedimenti di sfratto in esecuzione (progetto pilota a Lodi);
• creare nuove opportunità abitative recuperando da privati abitazioni sfitte e sviluppando in tal senso nuove modalità di mediazione per fare incontrare domanda e offerta (progetto pilota a Lodi);
• creare dispositivi di mediazione fra privati proprietari e famiglie in difficoltà: Sportello casa per affitti calmierati e Comodato d’uso tramite associazioni;
• sviluppare un dispositivo di matching tra famiglia e abitazione grazie al coinvolgimento dei servizi sociali;
• creazione di “monitoraggi educativi” per sviluppare piani di rientro;
• formazione e supporto nella gestione dei bilanci familiari;
• attivazione di forme di microcredito per target specifici: giovani, giovani coppie e famiglie monoparentali.

Attraverso queste azioni nei prossimi 3 anni il progetto mira a creare almeno 90 opportunità abitative reperite e gestite positivamente con le nuove modalità non di mercato. Inoltre si valuta di poter far emergere e strutturare un movimento di domanda e offerta sul mercato privato della locazione a prezzi calmierati che possa andare a favorire principalmente le famiglie in difficoltà.


Ri-generare lavoro
 
Un altro grave problema del territorio lodigiano è quello del lavoro. In questo ambito il progetto vuole creare nuove opportunità occupazionali sviluppando azioni in sinergia con la Camera di Commercio, le associazioni datoriali, i Comuni, i servizi per il lavoro, le imprese, le cooperative, le associazioni e i sindacati, ricomponendo in tal modo tutte le risorse presenti e raccogliendo tutte le offerte disponibili. Nello specifico le azioni, che si rivolgeranno a disoccupati appartenenti a nuclei familiari inseriti in percorsi integrati a contrasto della povertà, si declinano in:

• attività di sostegno a nuove start-up , subentri e ri-avvio di attività artigianali e commerciali;
• sostegno a progetti imprenditoriali nel settore dell’agricoltura sociale e ortofrutta, in raccordo con la raccolta solidale del cibo e con i circuiti GAS (Gruppi Acquisti Solidali - LINK) e GAP (Gruppi Acquisti Popolari);
• facilitazioni per inserimento in aziende con borse lavoro create a tale scopo;
• co-progettazioni con le imprese per individuare nuove opportunità occupazionali;
• formazione di Agenti di sviluppo d’impresa e di territorio;
• collaborazioni con associazioni datoriali per individuare dismissioni e opportunità lavorative.

Tali azioni saranno sviluppate attraverso la costituzione di un Dispositivo a sostegno all’imprenditorialità che possa verificare la disponibilità di spazi e luoghi, attuare studi di mercato, favorire l’accesso al credito agevolato, offrire mentoring, formazione e consulenza giuridico-fiscale. In tale ambito sarà sviluppato anche un dispositivo a sostegno dell’inserimento in azienda e di progetti di investimento aziendale che possa facilitare le assunzioni e garantire co-finanziamenti per progetti condivisi con le imprese del territorio. Entro 3 anni i promotori del progetto si attendono almeno 90 nuove opportunità occupazionali, oltre all’apertura di Fab lab, luoghi pre-occupazionali e di dialogo con le imprese che saranno costituiti grazie alla sinergia con spazi di co-working del territorio.


Re-distribuire cibo
 
Come da più di un anno vi raccontiamo attraverso il nostro Focus tematico, il problema della povertà alimentare nel nostro Paese risulta in continuo aumento ed interessa in special modo quelle famiglie che, pur non avendo mai vissuto situazioni di povertà estrema, oggi sono scivolate in una zona grigia di disagio in cui faticano a mettere insieme il pasto con la cena. Il progetto vuole mettere in atto azioni di coordinamento e raccolta del cibo nel tentativo di offrire risposte capillari su tutto il territorio lodigiano. Ad esempio:

• raccolta delle eccedenze e donazioni di fresco dalla grande distribuzione e distribuzione del cibo fresco in diversi punti del territorio;
• raccolta di donazioni e acquisto di derrate alimentari secche finalizzate alla redistribuzione;
• funzione di ascolto e accompagnamento diffusa sui punti della rete di assistenza (parrocchie, centri Caritas, associazioni accreditate, servizi sociali dei Comuni);
• sviluppo di forme di corretta cultura alimentare per contrastare lo spreco;
• sinergia con azioni di agricoltura sociale e con la rete dei GAS e dei GAP.

Ci si attende che attraverso tali azioni circa 90 famiglie potranno essere seguite con continuità, garantendo loro il sostegno alimentare all’interno dei progetti integrati di contrasto alla povertà. Ci si attende inoltre l’apertura di nuovi punti di distribuzione alimentare dislocati sull’intero territorio.


Rete e risorse


Il progetto, come detto, si basa su una fitta rete di organizzazioni del territorio che a diverso titolo si rapportano con le famiglie in difficoltà. Oltre al Comune di Lodi, Capofila del progetto, fanno parte della rete: Azienda speciale consortile del lodigiano per i servizi alla persona, Centro per la Formazione Professionale e l’educazione permanente, Coop. Microcosmi, Coop. Famiglia Nuova, Progetto Insieme, Fondazione Comunitaria, Emmaus – Caritas, Movimento Lotta Fame nel Mondo, Camera di Commercio, Casabarasa, Provincia di Lodi, Fondazione Bpl, ConfArtigianato, ConfCommercio, Unione Artigiani, ConfAgricoltura, BCC Borghetto Lodigiano, Ambito di Treviglio, Coop. Il Mosaico, Coop. SOL.I., Coop. la Formica, Coop. Emmanuele, Coop. Il Pellicano, Coop. Sollicitudo, Coop. le Pleiadi Servizi, Coop. Sociale Liberi Muratori., CS&L Consorzio Sociale, Parco tecnologico Padano, CGIL, CISL, Unione Inquilini, Bip - Obiettivo Lavoro, IAL, Cesvip, Lausvol, Tutto il Mondo onlus.

Fondazione Cariplo attraverso il Bando Welfare in Azione 2014 ha garantito al progetto 1.600.000 euro per i primi tre anni di attività. A questi vanno aggiunti 300.000 euro garantiti dalla Fondazione Banca Popolare di Lodi e una quota della spesa sociale dei Comuni già destinata al contrasto alla povertà. Il progetto si doterà inoltre di una struttura di Comunicazione e Fundraising stabile e professionalizzata, che si appoggerà alla locale Fondazione Comunitaria di Lodi per incrementare le attività di raccolta a sostegno del progetto grazie alla creazione di uno specifico fondo a sezione corrente.

In un’ottica di sostenibilità che permetta al progetto di proseguire la propria azione oltre i primi tre anni (in cui la maggior parte delle spese saranno sostenute grazie al contributo di Cariplo), l’Ufficio di Piano promuoverà e coordinerà la partecipazione a bandi ed avvisi pubblici locali, nazionali ed europei. In particolare, per dare proseguimento alle azioni progettuali, si prenderanno in considerazione i programmi di Europa 2020: Fondi strutturali (FSR – Garanzia Giovani e FESR); Fondo aiuto indigenti; COSME, Occupazione e Innovazione Sociale EaSI (Assi Progress e Microfinanza e imprenditoria sociale), Horizon, Diritti uguaglianza e cittadinanza.


martedì 17 marzo 2015

DESIO CITTA' APERTA - CORSO DI CUCINA ETNICA: FABIOLA RACCONTA

Fabiola, albanese, ha raccontato la bella esperienza del corso di cucina
etnica durante il convegno "Tutte diverse, tutte pari" in municipio a
Desio promosso da Desio città aperta.

DESIO CITTA' APERTA - CORSO DI CUCINA ETNICA: ALINE RACCONTA


     
Aline, brasiliana, è intervenuta al convegno "Tutte diverse, tutte pari" in municipio a Desio per raccontare la bella esperienza dei laboratori di cucina etnica e di bellezza promossi da Desio Città Aperta

domenica 8 febbraio 2015

UN BLOG DI PROMOZIONE SOCIALE



Cohouses APS si è costituita principalmente con lo scopo di creare opportunità occupazionali, pur consapevole di intraprendere un percorso in un settore, quello della casa, in profonda crisi.
Da questa consapevolezza, la necessità di immaginare qualcosa di diverso: passare dalla casa all’abitare in tutte le sue forme e implicazioni. 
L’obiettivo è diventato quello di promuovere un abitare più umano attraverso la cultura dell’altro: della relazione, dell’inclusione, della condivisione, della collaborazione e dell’armonia tra le persone.

La “missione” di Cohouses, non solo, prevede la promozione dell’impresa (sociale) e del lavoro, ma e soprattutto, la promozione e la diffusione di una cultura della solidarietà, equità e sostenibilità a partire dal secondo luogo di prossimità tra le persone, dopo la famiglia: il condominio e i luoghi dell’abitare.

Condividiamo l’abitare solidale equo e sostenibile come orizzonte per costruire un posto migliore dove vivere.

Nel declinare il progetto abbiamo ritenuto di occuparci dell’abitare nelle sue forme più concrete.
Come in un’opera teatrale la casa è lo spazio fisico, il luogo della rappresentazione, il contenitore della scena umana, una componente importate ma non esaustiva. Non può esistere opera teatrale che non sia preceduta da una sceneggiatura e che non sia interpretata da registi, scenografi e attori, costumisti, tecnici delle luci, in poche parole da persone.

Nel nostro caso l’abitare (coltivare e custodire il campo) comprende anche la casa, ma è soprattutto aperto all’intera scena umana: il territorio, l’ambiente, la città, i bisogni, le passioni. In poche parole tutte le attività delle persone e delle comunità.

Per fare cultura in questa direzione è necessario promuovere esperienze positive di convivenza ma anche ascoltare, narrare, confrontarsi, collaborare, condividere.

In questo processo non possono mancare gli strumenti di comunicazione.

Da quasi un anno oramai incontriamo persone. Costruiamo relazioni. Abbiamo aperto gruppi e pagine sui social network. Stiamo sollecitando gli abitanti di dodici diversi super condomini di Desio a promuovere rapporti e relazioni improntati alla condivisione all’uso responsabile delle risorse, immaginando in prospettiva la creazione di comunità collaboranti e solidali.
Abbiamo bisogno di fare un piccolo progressivo salto di qualità attraverso la promozione e gestione di un blog che promuova esperienze, forme e attività solidali, eque e sostenibili.

Se l’uomo abita e non solo si ripara, allora i bisogni, le passioni, le attività riguardano la casa, il cibo, la salute, la formazione, la meditazione, le attività culturali e ricreative, le risorse della terra, lo sport, le attività di relazione, l’autoproduzione ecc.

In concreto il nostro blog vuole occuparsi di tutto quanto “glocalmente” rappresenta e riguarda le persone, le famiglie, gli abitanti, la città.

Avere uno sguardo verso il mondo, verso il futuro, verso il nuovo ma allo stesso tempo narrare quanto di buono, di bello di positivo accade tra le persone comuni (Desio, in particolare).

Vogliamo narrare e promuovere esperienze che hanno generato novità e sono diventate buone pratiche. Parlare anche dei piccoli bisogni, delle piccole cose: del cibo, dell’autoproduzione di frutta e verdura (orti sociali), della riparazione di oggetti di uso comune, del risparmio energetico, degli acquisti comuni, dell’auto mutuo aiuto, dei mestieri, del benessere, dei libri, della musica, della meditazione, di come fare sport per tutti nei luoghi familiari e comunitari e di tante altre cose.
Sogniamo di far partecipare le persone dal basso. Di filmare, intervistare, coinvolgere. Rendere protagonisti i veri attori della scena umana. Rendere quotidiani eventi e attività sporadiche e occasionali. Trasformare i condomini in luoghi di relazione, di condivisione, con micro biblioteche, luoghi di incontro e di confronto positivo, attività motorie, yoga, musica da camera, occasioni culturali, convivialità.

“Se uno sogna da solo, è solo un sogno. Se molti sognano insieme, è l’inizio di una nuova realtà.” (Friedensreich Hundertwasser)