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giovedì 4 giugno 2015

CO'R-TEXPO: COME ABITARE SOLIDALE EQUO SOSTENIBILE!



Còr-texpo è un'evento che nasce come luogo ed esperienza di condivisione tra persone, famiglie associazioni ed organizzazioni della società civile. Rappresenta il manifesto della nostra Associazione, Cohouses, un’Associazione di Promozione Sociale nata lo scorso anno per rispondere alla necessità di condividere e diffondere la cultura della solidarietà, equità e sostenibilità a partire dal secondo luogo di prossimità tra le persone dopo la famiglia: il condominio e i luoghi dell’abitare.

La percezione di frammentazione, divisione, incertezza e la mancanza di speranza verso un futuro migliore sembrano pervadere in modo più o meno latente la vita di ciascuno; l’aumento delle aspettative di vita che non trova corrispondenza nelle strutture e nelle possibilità concrete che la società odierna offre, sta generando un forte squilibrio sociale in cui ogni individuo si scopre più fragile; i grandi temi dell’abitare, dell’istruzione, del lavoro, della sostenibilità ambientale, che negli anni sono stati portati a supporto di propositi finalizzati al miglioramento della qualità di vita, hanno in realtà subito approcci e influssi spesso strumentali e dai risultati fortemente sbilanciati.
Adottando poi una prospettiva meno ampia, ci si rende conto che anche i legami tra le persone sembrano essersi dissolti originando condizioni di crisi non solo economica ma anche e soprattutto sociale.

Le sfide che ciascuno oggi è portato ad affrontate richiedono per essere vinte nuove risposte che si fondino su una profonda volontà di cambiamento: per questo agli interrogativi sulla qualità del vivere quotidiano è necessario rispondere con soluzioni innovative e coraggiose.

Sappiamo bene che ogni innovazione ed ogni cambiamento non nascono dal nulla ma vengono da qualcosa di profondo che è già in nuce, qualcosa che quindi ci è stato tramandato, è parte dei luoghi e della realtà che viviamo: per questo abbiamo scelto di cercare nelle nostre tradizioni.

Nei cortili urbani e nelle cascine rurali i legami e le relazioni sociali hanno rappresentato per secoli un esempio positivo di convivenza e benessere condiviso, un patrimonio dal valore umano e sociale inestimabile. Proprio dalla vita quotidiana dei vecchi cortili, dal “fuoco della tradizione”, è possibile recuperare esempi di vita sociale di auto mutuo aiuto, condivisione di spazi, attrezzature, risparmio, di dono, reciprocità, sostenibilità e altre virtù che sembrano essere svanite nel nulla.

Il passato, tuttavia, è passato e non è possibile riproporre esattamente la stessa vita, se non recuperando i valori tutt’altro che obsoleti e generando innovazione nelle modalità di applicazione.  “Tradizione è custodire il fuoco non adorare le ceneri” (Gustaw Mahler)

Sotto le ceneri di quello che è stato si cela una brace ardente che richiede nuova energia e nuova costruzione: generatività, condivisione, collaborazione, solidarietà, equità, sostenibilità sono i concetti fondamentali da declinare in modo innovativo per affrontare  tutte le sfide degli anni che verranno.

Dalla volontà di recuperare e diffondere questi principi è nata Cohouses. 

Per questo l'idea di   "Còr-texpo".

Còr-te.  Dal latino: “cŏr”  cuore,  animo, sentimento,  mente, senno, buon senso, perspicacia, intelligenza, accortezza.  “Te”, congiunzione, proprio tu.

Còr-te intesa come atteggiamento dell’anima e allo stesso tempo un luogo dove il bene relazionale rappresenta un patrimonio umano, un capitale sociale da coltivare e custodire.

L’evento “Còr-texpo” intende quindi promuovere il recupero del fuoco valoriale degli stili di vita tradizionali dei cortili per stimolare l’evoluzione in un nuovo modo di abitare, la casa, la salute, la cultura, l’istruzione, il lavoro, l’ambiente. Un modo basato sulla solidarietà, equità e sostenibilità per dare rispose originali e generative a una sfida per un mondo migliore.

Antonio D’Ovidio    

venerdì 29 maggio 2015

COHOUSING E WELFARE COMUNITARIO PER GENERARE BENESSERE SOCIALE



di Alessandro Rosina - 10 aprile 2015 - in ulteriori temi demografici pubblicato su LA REPUBBLICA

Casa e lavoro sono da sempre, ma ancor più oggi, le preoccupazioni principali dei giovani italiani. Su entrambi tali obiettivi sono tramontate le certezze che hanno caratterizzato il percorso di entrata nella vita adulta dei loro genitori.  
Attraverso il lavoro fisso e l’acquisto di una propria casa venivano poste solide basi attorno a cui costruire la propria vita. Completava il quadro un welfare pubblico ancora generoso e in grado di rispondere a gran parte delle esigenze di protezione sociale. L’Italia cresceva più di oggi e per allargare ancor più la coperta si poteva espandere il debito pubblico. Ora quel mondo non esiste più. Per un po’ si è provato a far finta esistesse ancora, ma con l’entrata nel nuovo secolo la discrasia con la realtà è diventata sempre più evidente. Non è stata tanto la crisi a dare il colpo definitivo, ma la sua durata. Solo infatti con l’entrata nella seconda decade del XXI secolo possiamo dire che l’Italia è uscita dal Novecento, senza però avere ancora ben chiaro dove andare e come arrivarci.
Quello immobiliare è uno dei settori che maggiormente hanno risentito di questo contraccolpo e che più profondamente uscirà trasformato alla fine di questo decennio. Gli ultimi dati dell’Istat mostrano come i prezzi delle case abbiamo subito un sensibile calo dal 2010 ad oggi. Questo produce due implicazioni. La prima, quella che ha destato la preoccupazione della gran parte degli esperti e dei commentatori, è la corrispondente riduzione della ricchezza privata degli italiani adulti e anziani, che nel mattone avevano riversato gran parte dei propri risparmi e investimenti. La seconda conseguenza, invece positiva, è la possibilità per i giovani di poter accedere al bene casa a costi più ragionevoli.
La domanda di abitazione sta in ogni caso subendo rilevanti mutamenti. La popolazione italiana nel 2014 si è fermata, ma al suo interno ci sono almeno due componenti che continueranno quantitativamente a crescere: gli anziani e gli immigrati. Ma l’abitare è destinato sempre più anche a rispondere ai cambiamenti qualitativi che investono i modi in cui si formano e ricombinano le famiglie e in cui vengono riplasmate le varie fasi della vita. La stessa persona in momenti diversi della propria esistenza può avere diverse esigenze di spazi, relazioni e servizi. Queste trasformazioni pongono due diverse sfide all’housing: da un lato essere più flessibilmente adattabile a varie soluzioni e al mutare delle condizioni di vita, dall’altro contribuire a smorzare l’emergere di nuove insicurezze e vulnerabilità.
La realtà che vivono le persone nelle società moderne avanzate è infatti sempre più dinamica, frammentata ed eterogenea, quindi anche sempre meno prevedibile e pianificabile in modo standard. Le politiche dell’abitare più che preordinare soluzioni devono allora mettere i cittadini nelle condizioni di avere meno vincoli ed essere incentivati a fare scelte virtuose di costruzione del percorso di vita e di inclusione sociale. Cohousing e welfare comunitario vanno entrambi in questa direzione e, non a caso, è proprio nella combinazione tra queste due modalità di promuovere attivamente il vivere bene assieme che si stanno realizzando le esperienze più interessanti sul modo di produrre benessere sociale nel XXI secolo.

lunedì 25 maggio 2015

CAMMINIAMO INSIEME:ASSOCIATI ORA




“Ieri non è più, domani non è ancora. Non abbiamo che il giorno d'oggi. Cominciamo.” (Madre Teresa di Calcutta)




Si può cominciare.
C’è un tempo per arare, un tempo per seminare, un tempo per raccogliere.
Nessun tempo esiste senza iniziare, trascorrere, finire.
Nessun tempo esiste se non quello che si vive.
Abbiamo incontrato persone, famiglie, comunità. Abbiamo ascoltato, dialogato.
E’ arrivato il tempo di cominciare, di provare la piacevole sensazione di rendere straordinaria la vita mettendosi in gioco per realizzare un sogno.

Tutto può cominciare oggi.
Vogliamo un luogo dove i vicini sono vicini.
Dove ogni generazione è accolta, è utile, è partecipe.
Dove le persone scelgono di mettere su casa, essere prossimo, condividere, collaborare, risparmiare, fare festa.
Per questo vogliamo recuperare gli edifici dell’ex “ITIS” di Desio in via Manzoni, per farne il luogo di un nuovo modo dell’abitare solidale equo sostenibile.



Insieme possiamo farlo.
Per cominciare è necessario ritrovarsi e affrontare un itinerario facilitato di preparazione alla “scelta giusta” per scoprire il gusto di conoscersi, confrontarsi e condividere.
Scegliersi, essere comunità, camminare insieme, sono tre fasi essenziali del percorso.
Per camminare insieme, però, bisogna esserci, sentirsi parte e scoprire la bellezza di non essere soli.

Camminiamo insieme: associati ora!
Chiunque scelga di esserci è il benvenuto.
Cogli l’opportunità di costruire insieme un nuovo abitare solidale equo sostenibile per un mondo migliore.

Antonio D’Ovidio