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sabato 24 ottobre 2015

"Siamo noi" - "Aziende di valore"

Pubblicato il 20 gennaio 2015
"Aziende di valore": Questo il titolo della puntata di oggi di Siamo Noi, in cui vi racconteremo le storie di quelle aziende guidate da uomini e da donne che non si preoccupano solo del profitto ma anche di generare benessere per i lavoratori e per il territorio in cui operano.

martedì 21 luglio 2015

GRATITUDINE, UNA RISPOSTA PER I SENIOR



Cicerone scriveva che la gratitudine è la madre di tutte le virtù, e la sapienza antica ancora una volta ci offre uno spunto di riflessione valido anche ai giorni nostri.
Provare gratitudine per quanto si è ricevuto dagli altri è infatti una risorsa importante per le persone anziane  e  un fattore centrale che favorisce un atteggiamento aperto e disponibile nei confronti degli altri.
Una conferma di questa affermazione viene da un contributo scritto da Camillo Regalia e Claudia Manzi, membri del Centro di Ateneo Studi e Ricerche sulla Famiglia dell’Università Cattolica di Milano, che uscirà sul volume della collana Studi Interdisciplinari sulla Famiglia edito da Vita e Pensiero “L’allungamento della vita: una risorsa per la famiglia, un’opportunità per la società” .
A partire dai dati di una ricerca condotta su un campione rappresentativo della popolazione anziana italiana tra i 65 e 75 anni, gli autori mettono in evidenza come il sentimento di gratitudine che le persone anziane provano per l’aiuto ricevuto dai familiari e dai conoscenti contribuisce a favorire, reciprocamente, azioni  di sostegno e di aiuto a favore di chi l’aiuto lo ha offerto. Ma c’è di più. La gratitudine sperimentata ha un effetto ampio che spinge a prestare il proprio aiuto anche nei confronti di chi non è stato la fonte diretta del supporto ricevuto. Chi è grato si sente più soddisfatto e questa soddisfazione spinge ad avere un atteggiamento e una condotta più attenta alle esigenze sociali.
In definitiva, essere grati non solo fa stare bene, ma contribuisce a diffondere il bene attorno a sé, predispone ad aiutare persone anche non conosciute, e a impegnarsi per la comunità in cui il senior vive.
Questi risultati aprono la strada a interessante implicazioni applicative. La gratitudine infatti non è, come comunemente si crede, una virtù innata, ma una virtù che può essere appresa e insegnata. Lavorare sulla gratitudine,  mettere a punto programmi che la incentivano  può essere quindi una strategia per migliorare il benessere delle persone senior e per incrementare il loro coinvolgimento attivo all’interno dei diversi contesti relazionali e sociali.

 tratto da

lunedì 22 giugno 2015

CASA, LAVORO, CIBO: nel lodigiano il valore sociale si rigenera così





Finanziato con le risorse del Bando Welfare in Azione 2014, a Lodi sta partendo un interessante progetto contro l’impoverimento delle famiglie



Dopo le esperienze di Lecco, Sondrio, Milano e Magenta vi raccontiamo come a Lodi, grazie alle risorse del Bando Welfare in azione 2014 di Fondazione Cariplo, sia stato avviato un interessate progetto di welfare comunitario orientato a sostenere le famiglie in difficoltà. L’iniziativa “Rigenerare valore sociale nel lodigiano”, promossa dal Comune di Lodi in partnership con decine di altre organizzazioni del territorio, si sviluppa su 62 Comuni della provincia lodigiana e si rivolge a un bacino potenziale di 233.097 persone.


Assistenza e sviluppo: gli obiettivi del progetto


L’obiettivo dell’iniziativa è contrastare il progressivo impoverimento dei nuclei familiari del territorio sperimentando nuovi modelli d’intervento che si sviluppino seguendo una logica multidimensionale attenta a tre aspetti considerati determinanti per la vita delle famiglie: abitazione, lavoro e accesso a beni di prima necessità.

In poche parole, l’idea è quella di integrare gli interventi pubblici, privati e del terzo settore attivando reti, protocolli per condivisione di responsabilità, risorse e informazioni, costituendo in tal senso organismi di governance che tengano insieme tutti gli attori che a diverso titolo offrono servizi alle famiglie. Tali interventi, non mirano solo a fornire servizi assistenziali, ma si prefiggono di ri-generare legami sociali che con gli anni si sono indeboliti, riattivando le comunità locali per rispondere alle necessità emergenti al proprio interno.

In sostanza si tratta di affrontare il tema dell’impoverimento delle famiglie non solo fornendo assistenza materiale, ma puntando a un progressivo sviluppo delle relazioni sociali che negli ultimi decenni, per diverse ragioni, sono andate sfaldandosi. Una strada certo non semplice, attraverso la quale si vuole tuttavia innovare la gestione delle problematiche e, più in generale, cambiare l’approccio metodologico e culturale dell’intervento sociale a contrasto della povertà.


Le azioni principali


Il progetto, come detto, si articola su tre dimensioni principali attraverso le quali aumentare il protagonismo delle comunità locali a sostegno delle famiglie. Tali azioni toccano le problematiche che, a giudizio dei promotori del progetto, risultano più impellenti per le famiglie in difficoltà del territorio lodigiano: casa, lavoro e cibo. Su queste dimensioni sono state quindi pensate alcune azioni ri-generative di ampio respiro.

Ri-abitare le case
Sul territorio lodigiano il problema abitativo negli anni della crisi si è fatto sempre più consistente. Nel primo trimestre del 2013 l’ALER ha registrato un tasso di morosità per mancati pagamenti degli affitti pari al 36%, in netto aumento rispetto al 25% dell’anno precedente. Nel solo 2012 nella provincia di Lodi sono stati inoltre eseguiti 536 provvedimenti di sfratto a causa della persistente morosità degli inquilini. Il progetto si propone di affrontare tale situazione:

• sostenendo le famiglie che faticano a presentare garanzie, attraverso l’istituzione di fondi a rotazione, così da congelare i procedimenti di sfratto in esecuzione (progetto pilota a Lodi);
• creare nuove opportunità abitative recuperando da privati abitazioni sfitte e sviluppando in tal senso nuove modalità di mediazione per fare incontrare domanda e offerta (progetto pilota a Lodi);
• creare dispositivi di mediazione fra privati proprietari e famiglie in difficoltà: Sportello casa per affitti calmierati e Comodato d’uso tramite associazioni;
• sviluppare un dispositivo di matching tra famiglia e abitazione grazie al coinvolgimento dei servizi sociali;
• creazione di “monitoraggi educativi” per sviluppare piani di rientro;
• formazione e supporto nella gestione dei bilanci familiari;
• attivazione di forme di microcredito per target specifici: giovani, giovani coppie e famiglie monoparentali.

Attraverso queste azioni nei prossimi 3 anni il progetto mira a creare almeno 90 opportunità abitative reperite e gestite positivamente con le nuove modalità non di mercato. Inoltre si valuta di poter far emergere e strutturare un movimento di domanda e offerta sul mercato privato della locazione a prezzi calmierati che possa andare a favorire principalmente le famiglie in difficoltà.


Ri-generare lavoro
 
Un altro grave problema del territorio lodigiano è quello del lavoro. In questo ambito il progetto vuole creare nuove opportunità occupazionali sviluppando azioni in sinergia con la Camera di Commercio, le associazioni datoriali, i Comuni, i servizi per il lavoro, le imprese, le cooperative, le associazioni e i sindacati, ricomponendo in tal modo tutte le risorse presenti e raccogliendo tutte le offerte disponibili. Nello specifico le azioni, che si rivolgeranno a disoccupati appartenenti a nuclei familiari inseriti in percorsi integrati a contrasto della povertà, si declinano in:

• attività di sostegno a nuove start-up , subentri e ri-avvio di attività artigianali e commerciali;
• sostegno a progetti imprenditoriali nel settore dell’agricoltura sociale e ortofrutta, in raccordo con la raccolta solidale del cibo e con i circuiti GAS (Gruppi Acquisti Solidali - LINK) e GAP (Gruppi Acquisti Popolari);
• facilitazioni per inserimento in aziende con borse lavoro create a tale scopo;
• co-progettazioni con le imprese per individuare nuove opportunità occupazionali;
• formazione di Agenti di sviluppo d’impresa e di territorio;
• collaborazioni con associazioni datoriali per individuare dismissioni e opportunità lavorative.

Tali azioni saranno sviluppate attraverso la costituzione di un Dispositivo a sostegno all’imprenditorialità che possa verificare la disponibilità di spazi e luoghi, attuare studi di mercato, favorire l’accesso al credito agevolato, offrire mentoring, formazione e consulenza giuridico-fiscale. In tale ambito sarà sviluppato anche un dispositivo a sostegno dell’inserimento in azienda e di progetti di investimento aziendale che possa facilitare le assunzioni e garantire co-finanziamenti per progetti condivisi con le imprese del territorio. Entro 3 anni i promotori del progetto si attendono almeno 90 nuove opportunità occupazionali, oltre all’apertura di Fab lab, luoghi pre-occupazionali e di dialogo con le imprese che saranno costituiti grazie alla sinergia con spazi di co-working del territorio.


Re-distribuire cibo
 
Come da più di un anno vi raccontiamo attraverso il nostro Focus tematico, il problema della povertà alimentare nel nostro Paese risulta in continuo aumento ed interessa in special modo quelle famiglie che, pur non avendo mai vissuto situazioni di povertà estrema, oggi sono scivolate in una zona grigia di disagio in cui faticano a mettere insieme il pasto con la cena. Il progetto vuole mettere in atto azioni di coordinamento e raccolta del cibo nel tentativo di offrire risposte capillari su tutto il territorio lodigiano. Ad esempio:

• raccolta delle eccedenze e donazioni di fresco dalla grande distribuzione e distribuzione del cibo fresco in diversi punti del territorio;
• raccolta di donazioni e acquisto di derrate alimentari secche finalizzate alla redistribuzione;
• funzione di ascolto e accompagnamento diffusa sui punti della rete di assistenza (parrocchie, centri Caritas, associazioni accreditate, servizi sociali dei Comuni);
• sviluppo di forme di corretta cultura alimentare per contrastare lo spreco;
• sinergia con azioni di agricoltura sociale e con la rete dei GAS e dei GAP.

Ci si attende che attraverso tali azioni circa 90 famiglie potranno essere seguite con continuità, garantendo loro il sostegno alimentare all’interno dei progetti integrati di contrasto alla povertà. Ci si attende inoltre l’apertura di nuovi punti di distribuzione alimentare dislocati sull’intero territorio.


Rete e risorse


Il progetto, come detto, si basa su una fitta rete di organizzazioni del territorio che a diverso titolo si rapportano con le famiglie in difficoltà. Oltre al Comune di Lodi, Capofila del progetto, fanno parte della rete: Azienda speciale consortile del lodigiano per i servizi alla persona, Centro per la Formazione Professionale e l’educazione permanente, Coop. Microcosmi, Coop. Famiglia Nuova, Progetto Insieme, Fondazione Comunitaria, Emmaus – Caritas, Movimento Lotta Fame nel Mondo, Camera di Commercio, Casabarasa, Provincia di Lodi, Fondazione Bpl, ConfArtigianato, ConfCommercio, Unione Artigiani, ConfAgricoltura, BCC Borghetto Lodigiano, Ambito di Treviglio, Coop. Il Mosaico, Coop. SOL.I., Coop. la Formica, Coop. Emmanuele, Coop. Il Pellicano, Coop. Sollicitudo, Coop. le Pleiadi Servizi, Coop. Sociale Liberi Muratori., CS&L Consorzio Sociale, Parco tecnologico Padano, CGIL, CISL, Unione Inquilini, Bip - Obiettivo Lavoro, IAL, Cesvip, Lausvol, Tutto il Mondo onlus.

Fondazione Cariplo attraverso il Bando Welfare in Azione 2014 ha garantito al progetto 1.600.000 euro per i primi tre anni di attività. A questi vanno aggiunti 300.000 euro garantiti dalla Fondazione Banca Popolare di Lodi e una quota della spesa sociale dei Comuni già destinata al contrasto alla povertà. Il progetto si doterà inoltre di una struttura di Comunicazione e Fundraising stabile e professionalizzata, che si appoggerà alla locale Fondazione Comunitaria di Lodi per incrementare le attività di raccolta a sostegno del progetto grazie alla creazione di uno specifico fondo a sezione corrente.

In un’ottica di sostenibilità che permetta al progetto di proseguire la propria azione oltre i primi tre anni (in cui la maggior parte delle spese saranno sostenute grazie al contributo di Cariplo), l’Ufficio di Piano promuoverà e coordinerà la partecipazione a bandi ed avvisi pubblici locali, nazionali ed europei. In particolare, per dare proseguimento alle azioni progettuali, si prenderanno in considerazione i programmi di Europa 2020: Fondi strutturali (FSR – Garanzia Giovani e FESR); Fondo aiuto indigenti; COSME, Occupazione e Innovazione Sociale EaSI (Assi Progress e Microfinanza e imprenditoria sociale), Horizon, Diritti uguaglianza e cittadinanza.


domenica 7 giugno 2015

SONO NATA NELLA "CORTE DEI FARINA" - Desio



Sono nata nella “corte dei Farina” nel 1958. Un agglomerato di umanità densa di saggezza.  La mia prima scuola di vita. Il trasferimento in una casa più grande e lussuosa ha in fondo tracciato la mia trasformazione in una bambina dal carattere timido, ombroso e malinconico.  La vita in cortile era per definizione comunitaria, un mondo fragile e complesso, claustrofobico o appagante: dipende dallo sguardo.  Si può pensare ad esso come a un retaggio del passato, a volte amato, a volte subito, ma dopo aver sperimentato i limiti del nostro vivere quotidiano così asettico e solitario, si può cambiare prospettiva , leggendo nel mondo di ieri i segni del domani.

Nel  cortile, fuori dalle case, si diventava grandi, si imparava a “comportarsi” e a rispettare i tabù  imposti dal mondo degli adulti, si esploravano luoghi  e si sperimentavano i sentimenti sapendo di essere accolti e tutelati. Non si era mai soli, nessuna porta era chiusa. Potevi confrontarti e giocare con una moltitudine di bambini di ogni età,  guardare la calata della notte nelle tiepide serate estive con i vecchi e incantarti ai loro racconti e alle loro leggende: una misura di umanità e di calore che mi porto dentro.   Ricordo ancora con un misto di paura e di fiero orgoglio la piccola scala buia e traballante che portava all’ultimo ballatoio. Vietato a noi bambini e per questo agognato “rito di passaggio”. 

Ricordo il mio sornione  girovagare di casa in casa e la mia voglia (innata?) di libertà.  Ricordo la rossa “sfrusadura” (contrabbandiera?)  che passava di casa in casa con la sua  pesante sporta nera colma di cioccolata, dadi e caffè svizzeri.  Ricordo il biroccino dei gelati e la felicità di noi bambini.  Ricordo le grida dell’ombrellaio e dell’arrotino e il cavallo del  venditore di acciughe e stoccafisso.  Ricordo i lunghi pomeriggi assolati a giocare a mondo,  a palla o ai 4 cantoni.  E  a maestra col  “signor direttore”.   Ricordo le battaglie con le spade di legno  (io, unica bambina!) con l’amico del cuore come compagno.  
Ricordo la complicità con mia nonna - nata in quegli anni - da cui ho appreso dello zio Guido scappato in America e del disertore tenuto nascosto dopo l’8 settembre.

Ma più di ogni altra cosa ricordo lo scorrere della vita scandito dal tempo. Invidio il padroneggiare che le persone avevano  del  tempo.  Il loro lento osservare l’animo umano e i segreti della natura.  Sapevano trarre fuori da essa insegnamenti ed equilibrio che si riflettevano nella vita di tutti i giorni. Sapevano mettere mano a tutto: accomodare una sedia,  alzare un muretto, occuparsi dell’orto e degli animali domestici. Un patrimonio che dovremmo recuperare. 
A.F.