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martedì 14 aprile 2015

CON-DIVIDERE per MOLTIPLICARE - Desio 12 aprile 2015



...Attraverso il dialogo tra le diverse voci di tutti i soggetti che concorrono alla costruzione del nostro contesto di vita locale, si vorrebbe così contribuire a trovare il filo capace di tessere buoni legami in una società sempre più fragile e sconnessa, costruendo relazioni che consentano di imparare gli uni dagli altri, riscoprendo gli elementi fondanti di una vera comunità.

lunedì 13 aprile 2015

“CON-DIVIDERE PER MOLTIPLICARE”

Famiglie e stili di vita


La Santa Sede, la Diocesi di Milano e Caritas Internationalis, Italiana e Ambrosiana saranno presenti nello spazio espositivo di EXPO 2015 rispettivamente con un padiglione e un palinsesto di eventi e iniziative.

In sintonia con questo coinvolgimento la Chiesa di Milano, aderisce alla Campagna promossa da Caritas Internationalis “Una sola famiglia umana. Cibo per tutti” e promuove un percorso di approfondimento per mettersi in ascolto delle esperienze già in atto sui territori diocesani, trarne riflessioni condivise e traiettorie di azione comune sui temi di alto valore civile e religioso connessi col nutrirsi in giustizia e nel rispetto della vita di tutti.

Caritas Ambrosiana, Servizio per la Famiglia, Ufficio per la Pastorale Sociale, in collaborazione con ACLI, Forum Regionale delle Associazioni Familiari della Lombardia, Oasi per la Famiglia, intendono sostenere insieme percorso che ha come focus l’agire abituale dei singoli e delle famiglie, nella convinzione che per pensare a un rapporto con il pianeta, responsabile e capace di cura, è necessario partire da scelte quotidiane orientate ad un processo di costruzione del bene comune.


Recenti e autorevoli indicazioni ci indirizzano e incoraggiano nel lavorare in questa direzione:

“È necessario un effettivo cambiamento di mentalità che ci induca ad adottare nuovi stili di vita, nei quali la ricerca del vero, del bello e del buono e la comunione con gli altri uomini per una crescita comune siano gli elementi che determinano la scelta dei consumi, dei risparmi e degli investimenti”

“Caritas in Veritate”, 51

“La solidarietà è una reazione spontanea di chi riconosce la funzione sociale della proprietà e la destinazione universale dei beni come realtà anteriori alla proprietà privata. Il possesso privato dei beni si giustifica per custodirli e accrescerli in modo che servano meglio al bene comune, per cui la solidarietà si deve vivere come la decisione di restituire al povero quello che gli corrisponde.”

“Evangelii Gaudium”, 189

“Alimentazione, energia e vita richiamano alla fondamentale idea del “convivio”. In esso l’uomo compie, in modo paradigmatico, l’esperienza del bisogno aperto al desiderio della condivisione, della fragilità e dell’ospitalità … la convivialità è, infatti, uno dei tratti essenziali di questi nuovi stili di vita … abitare il mondo nel presente e nel futuro non dipende solo dalla disponibilità di risorse, ma dall’orizzonte di riconoscimento entro cui le risorse verranno distribuite”



Il percorso è mosso da interrogativi importanti e urgenti: come ripensare i principi del nostro sistema economico e le attuali politiche socioeconomiche per garantire il benessere della persona e della famiglia? Come attivare le diverse forme aggregative e associative presenti nella nostra società perché assumano un ruolo di veri protagonisti del cambiamento? Quale ruolo le famiglie possono giocare nella costruzione di una vita buona per le generazioni di domani?



Le risposte a queste domande sono ormai tematizzate dalla riflessione economica e sociologica, che offre degli orientamenti precisi. Si avverte più che mai oggi la necessità di ripensare il sistema socioeconomico in modo strutturale a partire dalla capacità di organizzare le relazioni fra membri di uno stesso contesto di vita per la soddisfazione dei bisogni, la tutela dei diritti e la cura della dignità di ogni persona, come del resto è chiaramente suggerito dal significato stesso del termine ‘economia’.


È ugualmente chiara l’urgenza di rifondare il sistema economico mettendo al centro i temi della condivisione e dell’equità, valorizzando esperienze e pratiche capaci di porre il bene comune al centro delle scelte individuali, orientate ad assicurare a ciascuno e a tutti i membri della “sola famiglia umana” condizioni di vita dignitose. La rete di buone relazioni può così costituire una risorsa generativa nella comunità, decisiva per soddisfare i bisogni personali di tutti.
Non si tratta quindi semplicemente di moltiplicare la produzione di risorse, bensì di condividere quanto già in nostro possesso, per quanto poco ci possa sembrare. Infatti, così come ci mostra il racconto del miracolo della condivisione dei pani e dei pesci, la capacità di fare parte/distribuire/condividere consente di soddisfare i bisogni delle persone, a partire dalle relazioni che si riescono a costruire e curare.
La direzione verso cui camminare è quindi chiara.
Il percorso non è ai primissimi passi. Molte famiglie in questi anni si sono messe in relazione e organizzate, mostrando di essere soggetti in grado di costruire reti e scambi orientati all’eticità e alla solidarietà: esperienze di acquisto condiviso basate su giustizia ed equità, reti costruite attorno all’accoglienza di soggetti più deboli, pratiche di mutualità e condivisione…
Queste esperienze fondate su una logica di dono e di reciprocità, tessono una trama di relazioni costruendo delle vere e proprie reti che praticano una “economia di condivisione” . Esse, già presenti nelle nostre comunità spesso in modo silenzioso, rappresentano oggi la testimonianza di uno stile di vita possibile, capace di “nutrire il pianeta”.
Il percorso che proponiamo intende accompagnare il prossimo anno pastorale 2014-2015 e concludersi con un evento che si realizzerà nel mese di Ottobre 2015.
Il principale obiettivo sarà la promozione di un consapevole, concreto e fattivo spirito di condivisione nelle nostre comunità cristiane, individuando, mettendo in evidenza e condividendo buone pratiche e progetti, mediante la riflessione e l’approfondimento delle ragioni e dei metodi che le sostengono, confidando in un sano e salvifico ‘contagio’.
Strumento fondamentale in questa direzione sarà l’attivazione delle comunità territoriali nella creazione di “laboratori di economia di condivisione” all’interno dei quali ricercare, integrare e comunicare le diverse esperienze e realtà già esistenti, realizzare attività congiunte e discussioni, aiutandosi a vicenda in ascolto, confronto e condivisione di informazioni.
Attraverso il dialogo tra le diverse voci di tutti i soggetti che concorrono alla costruzione del nostro contesto di vita locale, si vorrebbe così contribuire a trovare il filo capace di tessere buoni legami in una società sempre più fragile e sconnessa, costruendo relazioni che consentano di imparare gli uni dagli altri, riscoprendo gli elementi fondanti di una vera comunità.
A titolo esemplificativo citiamo alcune delle buone pratiche possibili, già in atto nei territori, che potrebbero essere messe a tema nei “laboratori”: mutuo aiuto tra le famiglie, gruppi di acquisto solidale e familiare, accoglienze in rete di minori, adulti e famiglie in difficoltà (affido, famiglie d’appoggio), scambio dell’usato, baratto e banche del tempo, co-housing, condivisione di beni, “sharing”, fondi comuni di solidarietà per il sostegno di persone e progetti.

Documento 

giovedì 9 aprile 2015

Cohouses presenta: progetto "Còr-te" - Desio 12 aprile in Piazza Conciliazione

"Nel semplice incontro di un uomo con l’altro si gioca l’essenziale, l’assoluto: nella manifestazione, nell’«epifania» del volto dell’altro scopro che il mondo è mio nella misura in cui lo posso condividere con l’altro. E l’assoluto si gioca nella prossimità, alla portata del mio sguardo, alla portata di un gesto di complicità o di aggressività, di accoglienza o di rifiuto."
Attraverso il volto. Emmanuel Lévinas


  ABITARE SOLIDALE EQUO SOSTENIBILE
Gruppi Facebook di “Còr-te”
“Còr-te” (dal latino: Còr = cuore; te = proprio tu) per noi rappresenta, un luogo e un atteggiamento di accoglienza, di attenzione verso la persona, verso l’altro. Verso colui che è prossimo, “alla portata del mio sguardo” con il quale vogliamo condividere un mondo migliore.

  • PERCHE’?
Siamo convinti che dopo la famiglia il secondo luogo di prossimità, alla “portata dello sguardo”, tra persone sia il condominio. Spesso la convivenza nei condomini risulta difficile e per qualcuno addirittura impossibile.

  • CHI?
Cohouses “Associazione di promozione sociale” promuove la solidarietà l'armonia la condivisione di idee spazi e opportunità tra persone che abitano nello stesso condominio.

  • CON CHI?
La proposta riguardano tutte le persone che abitano un condominio, disponibili a mettersi in gioco e condividere idee passioni e iniziative autogestite per una migliore qualità della vita.

  • COSA?
Abbiamo pensato di sostituire il termine “Còr-te”, come luogo e atteggiamento al termine “Condominio”, come proprietà comune.
Siamo fermamente convinti, inoltre, che si possa fare qualcosa per migliorare i rapporti tra persone promuovendo la partecipazione e la condivisione attraverso lo stimolo ad aggregarsi incontrarsi  conoscersi e insieme sviluppare progetti di coesione.

  • COME?
Siamo partiti dal promuovere l'aggregazione di gruppi sulla piattaforma Facebook per facilitare la conoscenza l'incontro e la collaborazione tra persone vicine per poi proseguire con la facilitazione di incontri, progetti e iniziative reali.

  • QUALI INIZIATIVE?
Tra le iniziative possibili ci sono:

  1. Sport di squadra, ginnastica dolce, danza, bocce, yoga, tornei di carte;
  2. Libri in comune, attività culturali, arte, musica, cinema, fotografia
  3. Acquisti solidali di cibo, energia, traffico telefonico, oggetti per la casa;  
  4. Attività e spazi per mamme e bambini, gioco, sostegno scolastico;
  5. Attività e spazi per persone anziane, famiglie, giovani;
  6. Orti condivisi, autoproduzione, cucina, corsi di formazione;
  7. Auto mutuo aiuto tra persone di ogni generazione, cultura, provenienza;
  8. Risparmio condiviso, stili di vita sostenibili, auto condivisa, vacanze;
  9. E perchè no!? anche il controllo di vicinato, in collaborazione con l'iniziativa in corso CdV.
 Noi di Cohouses siamo presenti e disponibili a fornire collaborazione, competenze e aiuto purchè le iniziative partano dal basso.
I gruppi di “Còr-te” non sono intesi per sostituirsi a nessuno ma solo aiutare a creare opportunità autogestite strutturate e continuative di prossimità. Intendono proporsi come strumenti di solidarietà, equità e sostenibilità per migliorare la qualità della vita. Un nuovo welfare di comunità.

  • COME PROCEDERE:
1. Iscriversi al “gruppo Facebook di “Còr-te” dove si abita.
2. Conoscersi meglio, attraverso il gruppo di “Còr-te” Facebook, condividendo idee passioni e attività che possono migliorare la vita di relazione tra vicini.
3. Incontrarsi tra persone dello stesso condominio per trasformare le idee in progetti con l’aiuto di facilitatori messi a disposizione da Cohouses "Associazione di promozione sociale".
4. Realizzare attività autogestite con l’aiuto di Cohouses "Associazione di promozione sociale".
5. Condividere la costituzione di un piccolo gruppo “Còr-te” di coordinamento delle attività.
6. Costituire un gruppo whatsapp e “Whatsappululare” (scambiarsi notizie e informazioni attraverso la “catena del crepuscolo”)

  • REGOLE:
1. Tutti i residenti nella “Còr-te”  sono i benvenuti.
2. Ogni persona è portatore di idee, intelligenza e costituisce una risorsa unica per la “Còr-te”.
3. Ogni persona è attore e responsabile del successo delle iniziative. “Ogni opportunità dipende da me e non dagli altri”.
4. Si lavora per migliorare la serenità e l’armonia tra le persone attraverso la collaborazione e la condivisione di idee, iniziative e progetti.
5. Ogni progetto condiviso è il mio progetto.
6. Ogni progetto ha solo le mie gambe e quelle della “Còr-te”.
7. Ogni iniziativa, ogni progetto deve, creare consenso, condivisione, armonia, serenità e benessere tra le persone.
8. Ogni progetto deve essere utile e orientato all’uso responsabile delle risorse della terra, improntato al risparmio e all’inclusione sociale.
9. Ogni “Còr-te” può migliorare le regole senza snaturarne lo spirito.

Il sogno di ogni persona, ogni abitante la “Còr-te” è di “rendere il mondo un posto migliore in cui vivere”.